Venezia!

Venezia! Si scende nel grande atrio della stazione, si esce all’aperto e ci si trova davanti ad un’ampia scalinata, che porta fino all’acqua, dove aspettano le gondole, come da noi le vetture di piazza. Al grido di — gondola! gondola! — si fanno avanti i numerosi gondolieri. Si sceglie una di quelle imbarcazioni, nere e slanciate , ci si siede sul suo morbido sedile e ci si inoltra leggeri, piacevolmente cullati, nello sconosciuto mondo dei canali.

Narratori e poeti hanno scritto innumerevoli libri a proposito di questo strano piccolo mondo sull’acqua; io mi accontento di riferire alcune esperienze ed impressioni. Venezia ha operato su di me un incantesimo piu potente di ogni altra citta italiana e io credo, nelle tre brevi settimane del mio soggiorno cola , di essere penetrato nei suoi misteri, per quanto possibile. ubicazione del mio appartamento, collegato alle piazze piu importanti della citta unicamente da uno stretto vicolo con molti giri viziosi , mi costringeva a fare molto uso della gondola, e a questi tragitti io devo una serie di impressioni intime e poetiche. Gia il mezzo di trasporto, la gondola nera, leggera, slanciata, e il modo in cui si muove, lieve, senza rumore alcuno, ha qualcosa di strano, una bellezza da sogno, ed e parte integrante della citta dell’ ozio , dell’amore, della musica. Chi a Venezia cerca i luoghi d’arte, apprezzera in modo particolare il fatto che, mentre solitamente, all’uscita da una chiesa, da un palazzo, da un museo, la vita della strada richiama prepotentemente la nostra attenzione allontanandoci dagli occhi e dal cuore le dolci impressioni provate, qui invece, durante il tragitto da un tal luogo a un altro o verso casa, nel silenzio dell’acqua, ci si puo imprimere in mente l’accaduto e assaporarlo ancora.